Ad Assisi – Economia Fraterna

Ad Assisi, esattamente un anno fa, veniva inaugurata la mostra “Economia fraterna”.

“Francescanesimo” ed “economia” possono sembrare concetti antitetici, ma ci pongono importanti interrogativi.

Francesco era un mercante e, come tale, esperto delle logiche economiche e ben cosciente del rischio di trasformare il denaro, da mezzo per il benessere a idolo.  Francesco distingueva tra povertà e miseria: scegliendo la povertà riaffermava il concetto di libertà dalle cose materiali, senza confonderla con il pauperismo.

I francescani Introdussero poi due idee: i beni sono necessari, il loro possesso è superfluo. La povertà, per essere praticata a livello sociale, doveva essere supportata da apposite strutture finanziarie: ecco il ruolo fondamentale dei Monti di Pietà e dei Monti Frumentari in una visione di superamento del prestito ad usura.

E ancora: che cos’è la valutazione economica della relazionalità? Questa certamente è alla base dell’economia così come lo è del cristianesimo, ma qui ha il significato del dare un prezzo all’opera di chi dispensa l’Amore di Dio. Ma che senso ha dare un prezzo a questo? Qual è il valore della gratuità, che non ha un prezzo nullo ma piuttosto un prezzo infinito?

Forse è ora di riformare le dottrine del secolo scorso: è oggi possibile, partendo ad esempio dall’esperienza francescana, pensare ad un’economia che rimetta Dio e l’uomo al centro della realtà?