Il sentiero si apre camminando

Il viaggio è una delle esperienze più belle per una persona. Quando un viaggio sa regalare emozioni e ricordi, allora l’esperienza si unisce a qualcosa di più, che resta nel tempo. Il Turismo Responsabile, unisce le anime sociali, sostenibili e solidali per portare avanti un progetto costante di sviluppo equo delle comunità locali, sulla base di alcuni principi fondamentali:

  • ETICITÀ di ogni percorso e progetto
  • SOSTENIBILITÀ ambientale, culturale, identitaria
  • RISPETTO dei luoghi, della natura e delle persone
  • RESPONSABILITÀ di chi viaggia, accoglie o fa viaggiare

 

Crediamo che, soprattutto nei nostri momenti di vacanza, sia indispensabile porre attenzione a ciò che facciamo per non “disperdere” le nostre energie e ricaricarci sia a livello fisico ma anche spirituale.

Pensando alla nostra esperienza, vediamo che il nostro fare vacanza è connotato dai “tempi” della nostra vita:  solo coppia, con bimbi piccoli, con i figli più grandi che a loro volta fanno esperienze di percorsi diversi..

Crediamo possano essere significative due esperienze fatte dalle nostre figlie che riportiamo di seguito … che potrebbero essere uno spunto per intraprendere nuovi cammini

 

 

Da Camilla:

Il cammino di Pasqua che per noi è diventato “tradizione” si svolge nei giorni cosiddetti del triduo, ovvero giovedì venerdì e sabato prima di Pasqua. Ogni anno da sei anni, dal primo cammino Gubbio-Assisi, abbiamo voluto che fosse un momento di gruppo (ma con un gruppo sempre nuovo, che si genera per adesione e per passaparola ogni anno), di vita in cammino nella natura, nella bellezza che esprime la stagione primaverile. E che ci fosse ogni anno un tema, uno spunto, un’ambientazione a darci il pretesto di riflettere meglio sui temi della Passione. Perché in fondo il centro e la particolarità di questo cammino è ritrovarsi la sera attorno a un fuoco, fuori dalle tende, sperduti in qualche prato di collina, a leggere e meditare la Passione di Gesù di Nazareth, come esperienza coinvolgente per credenti e non credenti. Il 2019 è stato l’anno della Via degli Dèi. Ci piaceva l’idea di camminare idealmente tra Barbiana (simbolo di una chiesa povera e per i poveri, che inventa nuove strade educative di comunità) e Bologna (presso la Comunità di Famiglie Maranathà, simbolo delle comunità possibili di oggi). Tre giorni di sentieri e strade tra dolci colline, boschi silenziosi e paesi ancora intirizziti dall’inverno. In mezzo a colori, fiori e cieli di un’energia contagiosa.

Trekking Scampia è stato un cammino urbano, reso possibile dall’ospitalità di alcuni “rifugi” adatti a sostare la sera, cucinare una pasta, raccontarsi la giornata e giocare un po’. Uno di questi è CasArcobaleno, dove bambini e ragazzi di Scampia si incontrano ogni anno con studenti e volontari da tutta Italia. Ristora soprattutto la delicatezza allegra con cui i fratelli lasalliani Enrico e Raffaele ci raccontano le piccole grandi avventure quotidiane della loro scelta di vivere qui da oltre 10 anni. Il lavoro sensibile e tenace con i Rom dei diversi campi. L’accompagnamento scolastico di tanti ragazzini di strada. La spiritualità comunitaria come rigenerazione dell’impegno a servizio dell’Uomo.
E personalmente, una delle amicizie che più mi hanno colorato la vita dall’inizio del mio gemellaggio con Scampia, sei anni fa. Dopo pranzo ogni giorno abbiamo letto brani dalle Esperienze Pastorali di Don Lorenzo Milani. Dopo cena ogni sera abbiamo svolto una meditazione sul racconto della Passione di Gesù di Nazareth, con spunti sulla dimensione psicologica del fallimento, della sofferenza, della fiducia che toccano anche noi oggi.

 

Da Cecilia:

Sulla strada dei migranti verso la frontiera di Ventimiglia. Quest’anno per la prima volta, questa iniziativa informale, prima ristretta solo a un piccolo gruppo di amici, si è aperta a persone nuove e giovedì erano 17 i giovani partiti alla volta di Ventimiglia. Un cammino che ha ottenuto anche il plauso dei Gesuiti che l’hanno divulgato tra le proprie proposte.
La scelta di Ventimiglia non è stata casuale: «Abbiamo pensato di andare verso la frontiera per percorrere la stessa strada dei migranti ed essere vicini a loro anche fisicamente, vedere gli accampamenti e permettere, a chi non c’è mai stato, di toccare con mano la situazione che c’è laggiù. Partiti giovedì, «durante il giorno si cammina facendo una vita conviviale e nomade, un po’ sull’esempio di quello che ha fatto Gesù, e la sera ci ritroviamo nelle tende a meditare su brani legati alla Passione e con letture e spunti presi anche da teologi o biblisti come Giuseppe Florio, Christian Bobin, il cardinal Martini, Alberto Maggi. È un momento di condivisione in cui si cerca di capire cosa dicono a me quelle parole: come posso cambiare, come posso convertire il mio modo di vivere per essere più aderente al modo che è stato di Gesù e di tanti nel suo nome».
Arrivati a Ventimiglia sabato, dopo aver percorso l’Alta Via dei Monti Liguri, «ascolteremo la testimonianza e il racconto di don Rito Alvarez, il prete che ha aperto la sua chiesa ai profughi per due anni e che tutt’oggi è referente della Caritas a Ventimiglia. Vivremo poi la veglia serale di Pasqua nella sua parrocchia, dove trascorreremo la notte». Questa «vuole essere una modalità più fresca e attrattiva di meditare e scoprire il Vangelo»

Speriamo che questi spunti possano essere utili … alleghiamo anche un file per il percorso della val Roya!

Clicca qui per scaricare il file

Un augurio di buon cammino a tutti.

Titti e Massimo Manolino