Camminare in una vita nuova

Questo è l’impegno che la Chiesa in Italia vuole assumere e a cui invita tutti noi con la 16ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, che si svolgerà il 1° settembre prossimo e darà inizio al Mese del Creato a poche settimane dalla 49ma Settimana Sociale dei cattolici italiani, a Taranto, dal 21 al 24 ottobre 2021 dal tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso”.9

 

I vescovi incitano tutte le comunità della penisola e le associazioni e i movimenti di ispirazione cristiana a riprendere in mano la Laudato Si’ e a rispondere insieme, con stile sinodale, alle grandi sfide che dobbiamo affrontare: “Il cambiamento climatico continua ad avanzare con danni che sono sempre più grandi e insostenibili”. Il tempo è poco, insistono, per cui si rende necessaria “una vera transizione ecologica che arrivi a modificare alcuni presupposti di fondo del nostro modello di sviluppo”.

Una transizione che sarà possibile se nelle nostre vite avviene quella “conversione ecologica che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda. Purtroppo, questo è un cammino che con difficoltà come credenti portiamo avanti, perché non abbiamo ancora interiorizzato, presbiteri come laici, che vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana(vedi LS 217).

 

Accogliamo quindi la sollecitazione dei vescovi a riprendere il cammino, in questo tempo di pandemia, cercando un diverso modo di essere, fatto di nuovi stili di vita, animato da amore per la terra e per le creature che la abitano. Ci ricordano che il nostro deve essere un cammino anche “ecumenico e interreligioso”, con il coinvolgimento di tutte quelle realtà della società civile già impegnate su questi temi, per un unico progetto comune. Spesso Papa Francesco ci ripete che da questa crisi ne usciremo solo insieme e che il dialogo sincero e continuo dev’essere il metodo che ci accompagna.  Con un’attenzione particolare a chi fa fatica ed è – e sarà – penalizzato maggiormente dai cambiamenti necessari, soprattutto a riguardo del lavoro.

Coraggio, non tiriamoci indietro e diamoci da fare!

Don Flavio Luciano
Incaricato regionale pastorale sociale e del lavoro