Tre anni di solitudine

“….Io sono la via, la verità’, la vita…..” (Gv.14,1-12)
Queste parole di Gesù mi sono giunte dal profondo del cuore dopo la morte di Elio mi ritornano ogni volta che sento la sua mancanza perché mi danno la certezza che Elio vive in una dimensione di amore perfetto.
Lo immagino accolto nelle braccia di Dio Padre e se potessi disegnarlo farei un grande sole splendente! Il dolore e la sofferenza per l’abbandono fanno ormai parte della mia vita ma attenuati dalla calda presenza soprattutto di Sara e delle sue figlie che vivono con me e mi aiutano a continuare i progetti che Elio ed io avevamo. In particolare, i progetti rispetto alla famiglia procedono con un po’ di fatica, vista anche la mia disabilità, ma con la sicurezza che Elio mi ha lasciato in eredità la certezza di potercela fare con l’aiuto del Signore.
Un grande aiuto mi è venuto dalla nostra equipe che mi ha sostenuto soprattutto all’inizio e mi ha permesso di piangere , di accogliere il mio dolore e di condividere nella preghiera la mia sofferenza.
A poco a poco è tornata la serenità, il desiderio di ricordare e di riconoscere il grande dono che Dio ci ha fatto dandoci 50 anni di vita coniugale e familiare ricca di amore , di incontri, di avventure e di gioie (sovente timori !!) per i nostri figli, e poi per i i nostri nipotini.
Sono questi ricordi che mi emozionano ma mi aiutano a continuare da sola il cammino quotidiano nell’attesa di ritrovarlo. Per questo parlare di morte, ed è ovvio alla mia età, non mi mette a disagio perché in fondo è solo concludere un lungo viaggio, abbandonare un bagaglio ingombrante e ripartire per una nuova destinazione. Ma è ancora importante per me credere nella vita e in quello che mi è chiesto di fare nel poco o tanto tempo che avrò dinnanzi a me.
Elda Cenacchi (TO 45)