Fragilità e Natale

Padre Gigi Macalli nel silenzio del deserto per più di due anni

Quando ho sentito la parola “Fragilità” collegata al Natale, chissà perché ho pensato subito a Padre Gigi Macalli che era stato rapito da un gruppo di jihadisti (estremisti islamici) il 17 settembre 2018, nella sua missione di Bomoanga, nell’ovest del Niger.
Forse perché l’avevo conosciuto quando andavo a Genova a trovare i miei due fratelli missionari, forse perché confratello anche del nostro consigliere spirituale di Equipe Italia Padre Martino, forse perché avevo pregato tanto per lui insieme ai miei ragazzi del catechismo, forse perché mi ero messa tante volte nei suoi panni per chiedermi dove trovasse la forza per sopravvivere. Chi è più fragile di una persona che non sa dove si trova, non sa il perché di quello che gli sta succedendo, non sa che fine farà? Padre Gigi ha trascorso più di due anni dormendo alla “belle étoile” conversando con le bellissime stelle che nel deserto brillano più che mai.
(Dall’intervista rilasciata il giorno dopo al suo arrivo a Roma)
Anche i cieli dei nostri presepi sono sempre pieni di stelle: se riuscissimo a fare quel silenzio a cui è stato costretto Padre Gigi forse anche a noi avrebbero qualcosa da dire.
Buon Natale a tutti !!
Piera Crudo

La storia di Padre Gigi Macalli (dal sito della SMA- Società Missioni Africane)
La sera dell’8 ottobre dal Mali arriva, prima in via ufficiosa e poi confermata dal governo maliano, la notizia attesa da più di due anni: p. Pier Luigi Macalli è libero!
Il missionario SMA Nato a Crema nel 1961, ordinato prete nel 1985, è arrivato in Niger nel 2007, e si è sempre dedicato all’opera missionaria presso il popolo gurmancé, nell’annuncio del vangelo, nell’organizzazione delle piccole comunità cristiane, nella costruzione di scuole rurali e ambulatori medici, nella promozione femminile e nello scavo di pozzi nei villaggi disseminati sul territorio della parrocchia di Bomoanga.
Tornato in Italia il 9 ottobre, accolto dal Primo Ministro Conte e dal Ministro degli Esteri Di Maio (vedi nella fotografia introduttiva), che si sono molto prodigati per la sua liberazione, ha potuto riabbracciare i suoi familiari e i suoi confratelli.
Ora passa un tempo di riposo nel suo paese natale di Madignano (CR), compiendo allo stesso tempo la quarantena. Poi verrà nella casa provinciale della SMA a Genova, e sarà disponibile ad incontrare tutti quanti lo vogliono salutare.