La Consulta Diocesana della Famiglia: un’opportunità!

L’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia ha la missione di “trasmettere il Vangelo del Matrimonio e della Famiglia, coordinando e promuovendo iniziative che sostengono la vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.
La responsabilità della gestione di questo ufficio è affidata attualmente ad una coppia (Ileana e Luca Carando) e ad un sacerdote (don Mario Aversano) e sono coadiuvati dalla Consulta diocesana della famiglia.
La Consulta è un organismo composto dai rappresentanti di associazioni, movimenti, enti, unità pastorali che a vario titolo operano nell’ambito della famiglia e nasce con l’intento di creare un “luogo” dove possano esprimersi le diverse sensibilità delle varie realtà, condividere i diversi punti di vista e coordinare le iniziative che autonomamente vengono intraprese in modo da indirizzare più efficacemente le proposte che la diocesi promuove.

Anche il movimento delle END da decenni fa parte della Consulta e, da tre anni a questa parte, noi abbiamo il compito di rappresentarlo.

È questo un servizio che all’interno del nostro movimento non ha mai esercitato un grande appeal! Non tutti sanno della sua esistenza, molti si chiedono a cosa serva, non riscuote interesse: se ne sta lì, in un angolo dimenticato, quasi negletto.

Ci siamo quindi avvicinati a questo servizio con la curiosità di conoscere questo “nuovo mondo” e capirne i meccanismi.
È stata una sorpresa, una piacevole sorpresa.

Al primo incontro siamo andati accompagnati da Giuliana e Gabriele Germak (la coppia che ci ha preceduto in questo servizio) per un naturale e doveroso “passaggio di consegne” e siamo stati gioiosamente accolti da persone che rappresentavano altre realtà, ma tutte con il desiderio di conoscerci e farsi conoscere.
E questa voglia di conoscenza e condivisione si rinnova ogni volta che la Consulta si riunisce (mediamente 4 volte l’anno) e contribuisce a migliorare il clima di amicizia.

Quando all’interno delle End si illustra un “servizio” ad una coppia che subentra, oltre a presentare le specificità dell’impegno, si sottolinea sempre la grande opportunità che si ha di approfondire la conoscenza dei meccanismi del Movimento, ma soprattutto la grande gioia di incontrare sempre persone nuove.
E questo è profondamente vero ed è sicuramente capitato a chi ha svolto uno qualsiasi dei servizi (a partire dalle Coppie Responsabili di Equipe): persone diverse, vari modi di pensare e di approcciare la vita, caratteri variegati …!

Presentare le specificità delle END extra movimento comporta una profonda riflessione e una modalità diversa rispetto ad una condivisione “ad intra”.
È necessario un cambio di lessico e non dare per scontato nulla; significa dialogare con le modalità specifiche di altre realtà con lo scopo comune di promuovere iniziative che siano utili per contribuire a promuovere la famiglia in quanto tale, senza arroccamenti o concorrenze.

Partecipare alle attività della Consulta Diocesana consente intanto di conoscere le numerose iniziative che la Diocesi promuove nell’ambito della “Famiglia”. Purtroppo si verifica che la maggior parte di queste iniziative non siano conosciute sul territorio, anche per una insufficiente divulgazione da parte delle Parrocchie e di tutte le strutture a vario titolo interessate (Unità pastorali, associazioni, movimenti, ecc..).

Far parte della Consulta significa anche lavorare con gli altri per individuare un terreno comune su cui progettare e costruire nuove forme di intervento sul territorio.
Raccontiamo come esempio positivo di questo modo di interagire una iniziativa alla cui realizzazione abbiamo contribuito.

All’interno della Consulta si sono creati dei sottogruppi con l’intento di approfondire, in maniera più puntuale, aspetti particolari della Pastorale della Famiglia. Noi abbiamo aderito al sottogruppo che si occupa della “Spiritualità”.

Il gruppo si è interrogato su quale aspetto della spiritualità fosse più deficitario all’interno della vita della famiglia e, dopo una breve indagine condotta fra amici e parenti, è emerso che la “Preghiera di Coppia” rappresenta per molti un problema.

La “Preghiera familiare” non rappresenta un problema, ma quella in coppia sì.

Partendo dall’esperienza delle END (la Preghiera di Coppia è uno dei caposaldi del nostro metodo), si è elaborato un progetto che ha portato alla nascita di un format che ha preso il titolo “In Coppia con Dio”.
Si tratta di far fare esperienza diretta ad un piccolo numero di coppie (6/7 in tutto) della preghiera di e in coppia.

La Consulta ha approvato questa iniziativa e l’abbiamo proposta (ad oggi) in una mezza dozzina di parrocchie con riscontri positivi, tant’è vero che inizialmente si era pensato ad una sola serata, ma si è dovuto pensare, su richiesta delle coppie partecipanti, ad una seconda serata.
È una piccola cosa, ma è importante perché frutto della condivisione di diverse realtà ecclesiali.

L’esperienza della Consulta che stiamo vivendo è un bell’esempio di Chiesa.

Più passa il tempo e più ci convinciamo che la capacità di mettere in comune sensibilità, conoscenze, pensieri, ecc. favorisca la crescita dell’uomo.
Le END sono depositarie di un carisma che costituisce un importante patrimonio nell’ambito della “spiritualità della coppia”. Ma spesso (troppo spesso!) questa ricchezza viene vissuta solo al nostro interno!
Se riuscissimo, come Movimento, ad aprirci di più, a mettere in comune con altre realtà i nostri talenti, forse potremmo contribuire più incisivamente alla ricerca di percorsi che possano accrescere l’armonia all’interno della famiglia.

Sicuramente non basta, ma far parte della Consulta diocesana è un primo importante passo in questa direzione.

Renato e Maurilia SARICA – TO08