Il futuro ha un cuore di tenda

Che cos’è la speranza? Che cosa significa avere speranza, essere portatori di speranza? Quante volte forse ci siamo posti queste domande senza trovare risposte soddisfacenti. Quante volte abbiamo rifiutato di affrontare il problema ritenendolo solo un esercizio retorico?

Ermes Ronchi[1] “ci accompagna dentro questi e molti altri interrogativi per offrirci spunti concreti e per indicarci traiettorie possibili. Ma il suo è soprattutto un invito ad annusare e a seguire il vento di ciò che è davvero nuovo, di ciò che ci chiama dal futuro, e a farlo con animo aperto, con un bagaglio leggero, con un cuore di viandante. Un cuore di tenda.” (2° di copertina).

Dal sito “Toscana libri.it” leggiamo:

In questa fase di crisi esistenziale oltreché economica come possiamo riconoscere i germogli del nuovo? Dove troviamo l’energia, la fiducia, la speranza per cominciare da oggi a anticipare il cambiamento? Una voce poetica e illuminata come quella di Ermes Ronchi ci aiuta ad andare incontro al domani senza paure, riconoscendo il futuro come una tenda accogliente e gonfia di novità. Con una bellissima riflessione ispirata a un testo di Giovanni Vannucci, “Chiamati dal futuro”, e una lunga conversazione con Luca Buccheri della Fraternità di Romena, Ermes ci conduce lungo un affascinante cammino in cui il futuro è la chiave in cui vengono letti alcuni temi di fondo, il valore basilare delle relazioni umane, le forme possibili di Chiesa, il ruolo e la riscoperta del femminile, il più
autentico volto di Dio e di Cristo, l’impegno e la responsabilità personali che preparano il terreno alla pienezza del domani”
.

Il libro è agile e leggero nella forma (90 paginette con copertina flessibile), ma prezioso e ricco nel contenuto. Nello svolgersi di otto scorrevoli capitoli, introdotti da brevi poesie o pensieri di autori di grande valore e di un’interessante intervista all’autore stesso, Ermes Ronchi ci guida con delicatezza ad entrare nel profondo della nostra mente e del nostro cuore per liberarci dalle nostre paure e dal nostro passato che alle volte, come una zavorra ci impedisce di camminare spediti.

Una lettrice scrive su internet: “Ottimo sia per i credenti che per i non credenti, è una lettura piacevole e contemporaneamente profonda ed alla fine ti lascia qualcosa”.

Non è un libro da leggere in due giorni, anche se è breve e scorrevole. Va sorseggiato a piccole dosi come un elisir che tonifica la vita e se possibile va condiviso con compagni ed amici anche in Equipe.

Piera Aimetta Crudo

[1] Padre Ermes Ronchi è nato nel 1947 a Racchiuso di Attimis (Udine), appartiene all’Ordine dei Servi di Santa Maria è stato ordinato sacerdote nel 1973