Le End e i loro Anziani

L’Equipe Responsabile Internazionale (ERI) ha costituito nel 2007 una Equipe Satellite incaricata di riflettere sulla situazione degli équipiers anziani, definiti come coloro che, con più di 80 anni (sposati, vedovi o CS), fanno ancora parte di un’équipe.

Il documento prodotto dallo studio, di cui qui proponiamo una sintesi, ci ricorda che la vecchiaia non è che l’ultima tappa di preparazione all’incontro con Dio, accompagnata spesso da una diminuzione della capacità fisica e intellettuale, con perdita dell’indipendenza, e dalla morte di persone vicine. Questi cambiamenti, che possono sembrare negativi, non riducono per niente le missioni battesimali di Sacerdote, profeta e di re. Cambia l’equilibrio tra queste missioni: gli anziani sono soprattutto chiamati alla preghiera del Sacerdote e alla testimonianza del profeta. Infine, il documento presenta alcuni suggerimenti operativi per il Movimento.

Cosa cambia nella vita degli anziani

I cambiamenti che gli anziani incontrano nella propria vita e nelle relazioni con gli altri e con Dio non si presentano allo stesso modo, con la stessa rapidità e la stessa intensità per tutti. Passandoli in rassegna, possiamo avere l’impressione che siano piuttosto negativi e scoraggianti, ma occorre ricordare la frase di san Giovanni Crisostomo: non solamente le tribolazioni non distruggono la speranza, ma esse ne sono il fondamento. Gli anziani sono anche interpellati dalla frase di san Paolo “in questo momento, trovo la mia gioia nelle sofferenze che sopporto per voi e io completo nella mia carne ciò che manca alle prove di Cristo per il suo corpo, che è la Chiesa”.

I principali cambiamenti riguardano la diminuzione delle capacità fisiche e intellettuali, la maggiore dipendenza, per cui sovente gli anziani diventano in qualche maniera i figli dei loro figli, l’approssimarsi della morte di persone care coetanee, fino alla solitudine. Questi cambiamenti possono essere vissuti come una grazia per gli anziani cristiani quando li portano ad un’attitudine di abbandono in preparazione all’incontro con Dio. È lo stesso per coloro che incontrano il Cristo attraverso gli anziani e le loro debolezze.

 Ciò che rimane

La personalità degli anziani non si riduce al loro corpo e alla loro degradazione progressiva. “Hanno” un corpo ma “non sono” quel corpo. Il loro essere profondo conserva delle caratteristiche che avevano fin dalla loro giovinezza.

Il bisogno di appartenere a una comunità

Creando l’uomo Dio l’ha inserito in una comunità come essere di relazione e di amore, a sua immagine. Invecchiando perde la sua affiliazione ad alcune comunità (professionali, associative, di amicizia), ma rimane fortemente legato ad altre, innanzitutto la sua coppia e la sua famiglia. Questo bisogno risponde all’angoscia della solitudine, che tra gli anziani assume sovente molto importanza. Tra gli anziani delle END, si traduce frequentemente con un forte impegno nel Movimento e l’équipe è spesso una delle ultime comunità con cui rimangono legati.

Il bisogno di sentirsi utile

Una paura di numerose persone anziane è di sentirsi totalmente inutili. Una delle migliori maniere di far loro mantenere il gusto della vita è di mostrare loro come possono rendersi utili nel loro ambiente e nel resto del mondo, sia svolgendo piccoli impegni materiali, sia raccontando dei ricordi di giovinezza ai loro nipoti o pronipoti oppure pregando per specifiche intenzioni.

Il bisogno di dare un senso alla propria vita: la chiamata alla santità

Coloro che sono impegnati in una vita molto attiva hanno a volte difficoltà a prendersi del tempo per riflettere sul senso della loro vita; alcuni non ne sentono nemmeno il bisogno. Al contrario, l’avvicinarsi della morte dà un peso nuovo alla ricerca del senso che può avere la propria vita e un desiderio sempre più vivo di vivere pienamente questa vita: “il dono della vita, malgrado le pene e le miserie che la segnano, è troppo bello, è troppo prezioso perché noi possiamo stancarcene” (da San Giovanni Paolo II. Lettera alle persone anziane – 1999).

Il senso della vita, per i cristiani, è la chiamata alla santità: il Concilio ha ricordato che essa si indirizza a tutti e le Equipe Notre Dame sanno che deve essere vissuto particolarmente in coppia.

La missione degli anziani

Gli équipiers molto anziani, come tutti i cristiani, hanno ricevuto con il loro battesimo la tripla missione di sacerdoti, profeti e re. Sotto le forme che sono loro proprie e che dipendono dal loro stato di vita, queste missioni li accompagnano fino alla loro morte, ma l’equilibrio tra esse cambia con l’età e l’evoluzione delle capacità fisiche e mentali.

Come diceva san Giovanni Paolo II in udienza con persone anziane il 23 marzo 1984, “Non lasciatevi sorprendere dalla tentazione della solitudine interiore. Malgrado la complessità dei vostri problemi […], le forze che progressivamente si indeboliscono e malgrado le insufficienze delle organizzazioni sociali, i ritardi della legislazione ufficiale, le incomprensioni di una società egoistica, non siete e non dovete sentirvi ai margini della vita della Chiesa, come degli elementi passivi di un mondo in eccesso di movimenti, ma dei soggetti attivi di un periodo umanamente e spiritualmente fecondo dell’esistenza umana. Avete ancora una missione da compiere, un contributo da portare”.

Per i membri delle END, questa missione e questa chiamata alla santità è vissuta nel matrimonio e attraverso il matrimonio in armonia con l’intuizione originale di padre Caffarel. L’appartenenza alle END dà una colorazione particolare a questa missione e questo è vero pure in caso di vedovanza. Numerosi équipiers vedovi tengono sempre una stretta relazione con il congiunto che ha già raggiunto il Padre, pregano con lui e possono pure tenere dei DDR con lui, dando così un anticipo straordinario della Comunione dei Santi tra la Chiesa sulla terra e la Chiesa universale.

Sacerdote

Il Sacerdote è colui che prega per sé stesso e per il popolo di Dio. Loda il Creatore per le sue opere e lo ringrazia per le grazie ricevute. Intercede per i suoi fratelli sofferenti. Offre la sua vita.

Gli anziani, sovente meno occupati che i giovani per delle attività che domandano rapidità d’esecuzione e mobilità, sono particolarmente qualificati per svolgere questa missione: “la preghiera è un servizio, è un ministero che le persone anziane possono compiere per il bene di tutta la Chiesa e il Mondo. Pure i vecchi più malati o quelli che sono costretti all’immobilità possono pregare, la preghiera è la loro forza, la preghiera è la loro vita. Attraverso la preghiera, partecipano ai dolori e alle gioie degli altri; possono rompere il cerchio dell’isolamento, uscire dalla loro condizione di impotenza. […] Un vecchio uomo o donna, alla fine della vita, sul proprio letto, diventano una specie di monaco, di eremita e, con la sua preghiera, può comprendere il mondo intero”. (da Dignità e missione delle persone anziane nella Chiesa e nel mondo. Concilio Pontificale per i Laici – 1ott. 1998).

 “Quando due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo ad essi” (17). Il Cristo è particolarmente presente in mezzo ad una coppia in preghiera. Non essendo costretta a numerosi incarichi materiali che non è più capace di compiere, la coppia di équipiers anziani può rendersi disponibile alla preghiera, che sia l’orazione, la preghiera coniugale, e pure la preghiera famigliare quando i figli sono presenti. Gli anziani possono anche approfondire la lettura della Parola, personalmente o in coppia.

 

Profeta

Le coppie anziane sono particolarmente chiamate a essere testimoni della fedeltà di Dio e del suo amore, che non li abbandona quando sono vecchi. La testimonianza di un amore umano vissuto nella fedeltà a Cristo, durante i decenni, malgrado tutte le difficoltà e anche oltre la morte di un congiunto, può avere una grande influenza sulle coppie giovani.

Questa testimonianza degli anziani deve rivolgersi alle giovani generazioni per assicurare la trasmissione della fede e della loro speranza, ma anche alle persone della loro età meno avanti sul cammino della fede, perché, come dice il Consiglio Pontificale per i Laici: ”lungi dall’essere dei soggetti passivi della pastorale della Chiesa le persone anziane sono degli apostoli insostituibili, soprattutto tra le persone della loro età, perché nessuno conosce meglio di loro i problemi e la sensibilità di questa fase della vita umana. L’apostolato delle persone anziane che vanno tra altre persone anziane acquisisce oggi una importanza particolare data dalla loro testimonianza di vita”.

 

Re

Il re è al servizio della comunità per sostenerla concretamente nella sua vita quotidiana e nel suo sviluppo. Generalmente la comunità non può contare molto sui suoi anziani per esercitare questa missione; al contrario, i membri più giovani si preoccuperanno di esercitarla verso i membri deboli che sono gli anziani.

L’aiuto reciproco, sia materiale sia spirituale, è al centro della mistica delle END. Essa deve operare particolarmente, nei due sensi, tra la generazione degli anziani e quella dei giovani. “Anche il tramonto può essere bello”: questo è il titolo di un’opera sulla quarta età della vita; opera che, tra l’altro, mostra che in questa tappa è possibile ricevere molto da una cerchia comprensiva e amorevole, ma che potrebbe donare in cambio molto più di quanto si sarebbe portati a immaginare. Sì, anche il tramonto può essere bello, così bello e maggiormente forse dell’aurora, per chi crede all’eternità questo tramonto, velato o splendente, sarà nell’altra vita, la vera alba”. (da La Vita davanti a noi. Henri Bissonnier. Mediaspaul 2007 p.147)

Per i loro anziani cosa possono proporre le END?

Il Movimento vuole aiutare gli anziani a compiere le loro missioni di sacerdoti e di profeti.

Preghiera

Gli anziani hanno un lungo allenamento alla preghiera. Non si tratta quindi di insegnare loro a pregare ma di aiutarli ad allargare i loro orizzonti. La loro preghiera sarà soprattutto di lode, di azione di grazia e di intercessione. I settori e le SR potrebbero indirizzare periodicamente agli anziani un bollettino sulla preghiera, proponendo in particolare delle intenzioni di preghiera come fanno gli intercessori.

Chiedere agli anziani di pregare per il Movimento durante la preparazione degli Incontri (giornate di Settori, incontri di responsabili ecc.) e i loro svolgimenti.

 

Temi specifici

Le END propongono già dei temi di studio propri a certe classi di età. Le Équipe anziane si sono particolarmente interessate al tema “Un grande amore mi attende” redatto specialmente per gli anziani così come anche dei temi legati alla Scrittura quali “Maître éxplique-nous” e la lettura dell’Enciclica “Dio è Amore”. Le Équipe dell’Oceania dispongono del tema “la terza età”, preparato in Australia nel 2008 che si indirizza ai nuovi pensionati, giovani nonni, ma affronta anche dei punti, principalmente il distacco, la perdita di persone care e la morte, che concernono direttamente gli équipiers più anziani che incontrano delle difficoltà di salute e la prova  del lutto. L’Equipe Satellite propone dei temi destinati agli anziani secondo le seguenti piste: temi di studio della Scrittura, eventualmente centrate su figure bibliche di anziani; lettera di san Giovani Paolo II alle persone anziane, documento del Concilio Pontificale per i Laici e altri documenti del Vaticano sull’argomento; temi relativi alla situazione concreta degli équipiers molto anziani, dai cambiamenti nella loro vita, alla sofferenza, la vecchiaia e la morte. la solitudine e la vedovanza, la malattia e il matrimonio, il sacramento degli infermi, le relazioni tra le generazioni.

Incontri e testimonianze

Gli incontri, tra anziani o tra anziani e giovani, sono una occasione privilegiata di scambio e di testimonianze. Lo stato di salute sovente fluttuante degli anziani può però a volte perturbarne l’organizzazione, anche perché essi sono sovente a disagio nei gruppi numerosi e rumorosi dove non si comprende molto bene ciò che si dice.

Secondo le possibilità e bisogni, si darà una priorità agli anziani nelle giornate di settore. Le riunioni miste potranno dare la priorità sia a persone della stessa generazione sia di generazioni differenti.

Gli anziani potranno anche portare questa testimonianza al di fuori del Movimento, in occasioni da definire in funzione della loro possibilità e dei bisogni. Potranno ugualmente presentarlo per scritto, redigendo articoli sui differenti periodici del Movimento (Lettera delle END, bollettino di Settore …), nelle loro parrocchie e diocesi.

Proposte dirette agli altri équipiers

Le proposte agli altri équipiers, più giovani, sono complementari a quelle precedenti indirizzate agli anziani. Gli équipiers più giovani saranno invitati all’aiuto reciproco con gli anziani: potranno aiutarli a partecipare, visitarli e rendere loro dei servizi quotidiani, compreso il servizio della comunione quando non posso partecipare alla messa. Potranno essere redatti dei temi sul problema della relazione tra le generazioni e su quello della relazione con i propri genitori anziani: come vivere le situazioni di dipendenza e la loro evoluzione? come parlare di questa evoluzione con i genitori e con i propri fratelli e sorelle?

Conclusione

Il Movimento dovrebbe riflettere a tutti i livelli sui mezzi da mettere in opera per rispondere alle attese dei membri sopravvissuti delle équipe più anziane, di cui è possibile leggere alcune proposte nel documento originale.

Camminare con le persone anziane e verso le persone anziane è un dovere per tutti: questa raccomandazione del Concilio Pontificale per i Laici s’indirizza naturalmente al Movimento delle END e a tutti i suoi membri, quale che sia la loro età.

Sapendo domandare loro l’aiuto che essi possono dare, le END mostreranno che la vecchiaia offre la possibilità di vivere una vita completa e offerta abbandonandosi sempre più all’amore del Padre e preparandosi gioiosamente al suo incontro.

 

Claudia e Daniele Apiletti – Alba 1