60 anni di END in Italia: con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Nell’anno appena trascorso sono scomparsi alcuni padri e madri fondatori delle END in Piemonte. I coniugi Fiorenzo ed Anna Maria Savio, don Guido Arosio e don Carlo Carlevaris sono tra coloro che ci hanno lasciato. Il Movimento deve a loro ed ai pionieri del metodo di spiritualità coniugale moltissimo. Le loro strade hanno incrociato centinaia di coppie a Torino, in tutta Italia e oltre; il loro impegno si è espanso ed è stato lievito in tutti gli ambienti ed i luoghi di vita: famiglia, chiesa, società, mondo del lavoro e della politica. Una visione di società nella quale il rapporto dinamico tra testimonianze del Vangelo e sfide della modernità si sono intrecciate con uno sguardo profetico e di speranza, nel segno del rinnovamento della primavera del Concilio Vaticano II e con la mente sempre rivolta in alto ed i piedi ben piantati nella realtà, sui territori, nelle città, nelle contrade del nostro tempo.
Hanno scritto i Malpangotti, responsabili regionali END NOA: “Fiorenzo ed Anna Maria, con poche altre coppie, sono le nostre radici, forti e coraggiose, che fin da subito hanno creduto nel metodo END che ha prodotto la pianta bella e rigogliosa che oggi sono le END in Italia e per primi, con fede, entusiasmo e gioia lo hanno vissuto, proposto e diffuso. Lo Spirito soffia e trova molti modi per indirizzare il nostro viaggio. Ci sono però anime sensibili capaci di cogliere prima di altri questo vento leggero, anime capaci di farsi trasportare ma anche di lasciare una traccia da seguire. Fiorenzo ed Anna Maria erano tra queste.”

Don Guido Arosio fu il primo “aumonier” (come si chiamavano negli anni cinquanta gli assistenti francesi nelle END) della équipe TO1. Nel 1959 pilotò il gruppo di sposi che seguiva da più di un anno guidandolo ad inserirsi nelle END. Chi lo ha conosciuto e frequentato sa bene quanto entusiasmo, autorevolezza, intelligenza, cordialità, simpatia e dottrina, unitamente ad una superiore cultura scientifica (specialmente chimica e fisica) facessero parte della sua personalità eclettica e indubbiamente eccezionale. La sue doti scientifiche potevano regalare all’università un brillante docente, ma la sua vocazione religiosa ha regalato a molti di noi un maestro, con il suo apporto di guida spirituale e umana, con il suo stile originale, libero ed entusiasta.

Don Carlo Carlevaris, prete operaio, guida ed amico, consigliere spirituale umile e fraterno, è stato un punto di riferimento per generazioni di laici e religiosi, uomini di fede e in ricerca, sempre in ascolto, sempre in prima linea a difesa dei poveri, degli ultimi e degli oppressi, ovunque essi si trovassero in qualsiasi condizione e situazione di vita. Collaborò particolarmente alla stesura della Lettera Pastorale “Camminare insieme” del Cardinale Pellegrino.

Partecipò alle END fin dall’inizio come consigliere spirituale nella TO2 e successivamente anche in alcune altre. La sua capacità nell’interpretare in modo diverso la vita ha dapprima stupito i suoi équipiers e poi via via li ha attratti ad una coerenza della vita con il Vangelo, a costo di uscire dagli schemi. Ci ha aiutati a considerare il quotidiano, il lavoro, i rapporti con le persone, i fatti e gli avvenimenti come luoghi e segnali tramite i quali Dio ci rivela come contribuire a realizzare il suo regno sulla terra.

Sia don Guido Arosio che don Carlo Carlevaris furono assistenti delle due prime équipes di CPM che si formarono a Torino, con l’appoggio del Cardinale Pellegrino che mise a disposizione le sale dell’Arcivescovado.

Ricordando queste sorelle e fratelli che hanno dato molto al Movimento, pregato, camminato, seminato per dare un futuro ed una speranza alle coppie ed alle famiglie, un indirizzo alla dimensione sociale economica e politica e ci hanno preparata la strada, dobbiamo chiederci cosa possiamo fare noi ora e per il futuro per dare alle END orizzonti più aderenti ai tempi.

Come non ricordare quanto ebbe a dire l’abbé Caffarel nel 1987 nel suo intervento a Chantilly sul “Carisma delle origini”? “Mi pongo una domanda: che cosa è stato ben compreso del carisma fondatore nel corso di questi anni – che cosa non è stato perfettamente compreso – che cosa non si poteva comprendere prima e si può meglio comprendere nell’epoca attuale?” Quindi questo carisma fondante non è un qualcosa di immutabile di definito una volta per tutte. Sarà lo Spirito Santo al quale dovremo fare sempre riferimento che ci guiderà per il futuro. E più oltre Caffarel aggiunge “Terzo aspetto del carisma fondatore che è stato insufficientemente capito è, a mio parere, la missione delle END. Perché le END hanno una vocazione, che è quella di aiutare le coppie a santificarsi, ma le END hanno anche una missione nella Chiesa.

Fatta questa premessa cerchiamo di riassumere: quale era il messaggio profetico del Movimento dei suoi inizi? Aiutare le coppie a vivere meglio secondo il Vangelo. Questa profezia è ancora presente? Come è cambiata nel tempo? Ce lo siamo chiesto spesso. La profezia non si è certo perduta, ma a nostro parere non si è ultimamente adeguata ai tempi. In questi giorni, leggendo la brochure nella quale si riassume quanto presentato all’incontro di Fatima su “Vocazione e missione”, abbiamo apprezzato soprattutto la “Conclusione”: “…è venuto il momento in cui le Equipes si sentano capaci di accettare e di rispondere alle grandi chiamate del mondo dando un senso alla loro esistenza…”. Ci attendiamo quindi che il movimento promuova un grande progetto su temi di attualità con strumenti più adeguati, che aiuti gli équipiers ad avere una visione globale delle problematiche esistenti e non solo di quelle relative ad ambiti specifici.

Siamo nella città, Torino, dove nel 1971 l’arcivescovo cardinale Michele Pellegrino scrisse la lettera pastorale “Camminare insieme” che tanto eco ebbe in ogni ambito cristiano e laico. Già il titolo ci sembra emblematico, se dobbiamo camminare insieme con le persone con cui siamo a contatto nella famiglia, sul lavoro, nel volontariato ecc, dobbiamo approfondire i problemi che esistono oggi giorno. Pensiamo anche solo in questo momento, al più acuto di tutti che sta tanto a cuore al Papa Francesco, quello dei migranti, dove vivono al limite uomini, donne, bambini e famiglie, per non parlare di chi non ha lavoro o è in povertà. Accanto a questi quello delle famiglie non tradizionali: conviventi, equiparati, divorziati, risposati.

Non si chiede alle END di occuparsi direttamente di questi problemi (chi vorrà lo farà in altre sedi) ma di approfondire creando sensibilità verso questi drammatici problemi. Ci attende un grande impegno ed una grande responsabilità ovviamente in particolare nell’ambito delle coppie, ma, lo ripetiamo, sempre con l’occhio attento alle tante altre problematiche che attraversano e travagliano oggi il mondo.

Luca e Marella Rolandi – TO 70

Josef e Carla Ostino – TO 4