Le END e noi

Nel 1977 partecipammo ad un raduno internazionale del CPM a Lourdes, nel quale eravamo inseriti da diversi anni, impegnati nella preparazione dei fidanzati al matrimonio cristiano. Per questa attività avevamo seguito un corso di preparazione abbastanza impegnativo. Nei giorni del raduno un’amica, impegnata con il marito anche nelle END, ci parlò a lungo di questo movimento, e più concretamente ci segnalò che nella loro equipe si era ritirata una coppia per seri problemi di salute e trasferimento. La esperienza del CPM pareva al tramonto, in quanto la diocesi di Torino intendeva assumere in proprio questo servizio.

La ritenemmo una proposta interessante. Il Settore ci offrì la possibilità di entrare proprio nella equipe dei nostri amici, la TO 5, l’esperienza precedente ci rese abbastanza agevole il passaggio. Dalle END ci aspettavamo un sostegno stabile, non effimero, alla spiritualità della nostra coppia di cui sentivamo bisogno. Intanto continuammo ad operare con i fidanzati a Moncalieri, nella nuova parrocchia in cui ci eravamo trasferiti.

Entrare in una equipe costituita da tempo ci portò a sottovalutare alcuni aspetti della regola END, tuttavia sia gli incontri quindicinali della equipe TO 5 sia le iniziative generali del movimento (sessioni) ci diedero gioia ed entusiasmo. La riprova nel tasso di partecipazione molto elevato nostro e della intera equipe.
Dopo quasi vent’anni il trasferimento della famiglia da Torino a Fossano causò anni di pendolarismo END, poi il passaggio dalla equipe TO 5 alla FOSSANO 5, anche questa una equipe strutturata e “anziana” nel Movimento.

La pratica in cui abbiamo incontrato maggiori difficoltà è stato il dovere di sedersi nella forma tipica delle END, incontrate dopo decenni di matrimonio. In gioventù il nostro riferimento è stata l’Azione Cattolica del tempo, entrambi abbiamo partecipato, rigorosamente divisi, ai convegni dei Baschi Rossi e Baschi Arancione nel 1948 a Roma. Sforzo, superficialità, incostanza non sono mancati e sussistono ancora.

Frutto della proposta /spiritualità END è stata anzitutto la tenuta della nostra coppia anche in momenti difficili per noi due ed ancor più per i nostri figli (4).
La partecipazione alle END non ci ha chiusi in un guscio ma piuttosto stimolati ad assumere impegni diversi nella chiesa, nel sociale e nella politica, oltre che a svolgere servizi nelle END (in specie 6 anni nella redazione di LETTERA END, 4 nella GRC). Ciò grazie all’esempio ed allo stimolo di numerosi coequipier.

Un movimento di spiritualità, quali sono le END, sembra talvolta portato a rappresentare la polarità “moggio”, ove al termine spiritualità si attribuisca il significato tradizionale. In alcuni momenti critici della chiesa e della società italiana, a fronte di temi di natura politica, le END internazionali hanno disapprovato iniziative e prese di posizione delle END italiane e torinesi aventi sapore politico. Se le END di oggi si riconoscono nella “chiesa in uscita” di Papa Francesco la testimonianza veritiera degli equipiers non rimane nascosta ma si manifesta nella vita quotidiana come nei momenti critici della società, come quello che stiamo vivendo attualmente. Più difficile per noi è stato manifestarlo in modo efficace ai nostri figli e nipoti.

La forma di chiesa in cui viviamo ancora oggi, dopo una tenuta secolare, è destinata a mutare fortemente nel futuro, anche se non è facile oggi individuarne il senso e la direzione. Il contesto secolare, compresa la famiglia, tende ad assumere caratteri sempre più individualistici, affievolendo quelli di comunità; all’opposto deve e dovrà muoversi il popolo dei seguaci del Vangelo che si riconoscono in un cammino comune e fraterno, aperto a tutti. Una struttura comunitaria è imprescindibile per la chiesa, la parrocchia di oggi si definisce volentieri comunità, ma difficilmente è tale, specie nei grandi agglomerati urbani. Non basta una stretta di mano sincera a cristiani sconosciuti o quasi per dare vita ad una comunità. Ora le END possono portare una importante esperienza, lunga ottanta anni, collaudata in buona parte della Terra, presso le culture più diverse: un modello di piccole comunità, vere comunità di fede formate da coppie di sposi (e di persone singole, specie vedovi), estendibile anche ad altri soggetti, ad altri tipi di aggregazioni personali di soggetti credenti, senza escludere momenti di aggregazione più ampia (oggi è la parrocchia). Ma anche a questo livello le END sperimentano esperienze di aggregazione indimenticabili.

Quanto allo specifico delle END, che si rivolgono alle coppie di sposi con la proposta del matrimonio cristiano indicato da Gesù nel Vangelo, constatiamo che in occidente, in Italia, in Piemonte questo modello di matrimonio è diventato quasi una rarità, anche tra cristiani sposati con il rito religioso.

Ma questa situazione rende più significativa la presenza di un movimento che tiene alto il vessillo.

Dipenderà anche dal comportamento delle strutture ecclesiali, le “Pastorali”, che mirano a impegnare le coppie migliori nel servizio alle nuove coppie, talvolta vedendo con qualche fastidio un movimento ritenuto esterno e concorrenziale, come è già accaduto anche a Fossano.

Giorgina e Gino Grosso (Fossano 5)