La testimonianza di una giovane coppia nell’END

Siamo una giovane coppia di équipiers. La nostra équipe ha iniziato il pilotaggio nel 2013. Tornando agli inizi della nostra adesione all’Équipe Notre Dame, non siamo stati noi a cercare il Movimento ma il Movimento ha trovato noi. Come coppia sposata da un anno sentivamo l’assoluta esigenza di entrare a far parte di un gruppo di coppie di Sposi, per camminare insieme. Siamo dunque entrati in Contatto con l’End, che ha raccolto l’esigenza nostra e di altre tre coppie con cui avevamo vissuto un fondante cammino di fede condivisa prima della scelta del matrimonio, e il Movimento ci ha proposto di comporre un’équipe insieme anche ad altre due coppie e al Consigliere Spirituale. L’occasione è stata gradita e un egregio pilotaggio ci ha avvicinati alle origini, allo spirito e soprattutto al Metodo dell’End.

Ci siamo ritrovati in particolare proprio nel Metodo, che consideriamo equilibrato e di essenziale sostegno alla vita della coppia e della famiglia (noi e nostro figlio Gabriele di due anni e mezzo).

Viviamo l’End come uno degli strumenti – non un fine – ma una delle vie possibili per camminare insieme agli altri cristiani all’interno della Chiesa, sempre tenendo presente che prima si aderisce alla Chiesa e poi al suo interno eventualmente a gruppi, associazioni, movimenti,.. e non viceversa. Con le altre coppie condividiamo le gioie e le problematiche della vita, capendo di non essere soli. Cerchiamo di applicare un vero ascolto, senza giudizio. È una pratica davvero molto difficile e da acquisire progressivamente.

Viviamo con estremo profitto in particolare il Dovere di sedersi. Nella frenesia quotidiana, e nel nostro caso con bimbi piccoli, spesso è difficile anche solo scambiarsi due parole. Se non si pongono dei punti fermi a livello di strumenti, fino a stabilire dei “doveri”, si rischia di andare avanti per inerzia, dimenticandosi che gli obiettivi vanno periodicamente verificati e, quando necessario, rinnovati.

Come giovane famiglia a volte facciamo fatica a partecipare a tutti gli appuntamenti che vengono proposti dall’End. Questo non deve essere una scusa per essere pigri e chiusi, ma riteniamo che vada portata attenzione nei confronti delle reali difficoltà delle famiglie giovani, sicuramente diverse da quando è nato il Movimento e dai vari periodi che ha attraversato.
Nel caso della nostra coppia, attualmente siamo molto coinvolti nel conciliare famiglia, salute e lavoro. Ci aggrappiamo alla Messa domenicale e al conservare il più possibile la preghiera quotidiana, per come possiamo in questo tempo della nostra vita.

Possiamo semplicemente condividere alcune umili convinzioni su come in primis la Chiesa, e al suo interno il Movimento, possa essere Spirito che soffia. Non dimenticare l’importanza di una seria e fondata catechesi. Che tutti i cristiani siano formati – almeno – sui fondamenti della Cristianesimo (a partire dal kerygma): siamo chiamati a saper dare ragione della fede che è in noi. Non è assolutamente scontato! La catechesi dovrebbe forse ri-partire dai fondamenti. Sicuramente non deviare verso messaggi annacquati (magari per “attirare” più persone) o comunicare pensieri personali, non fondati, che possono essere molto appetibili, ma non Veri.

Va comunicato senza paura che il Cristianesimo è radicale, e allo stesso tempo (e forse anche proprio in virtù della sua radicalità) ricolmo di Senso. Ognuno coi suoi tempi e con fiducia nell’infinita Misericordia del Padre, ma sempre puntando verso la radicalità, che non sia confusa con l’estremismo o la spettacolare eclatanza.
Infine, ci pare fondamentale un’attenzione a una corretta formazione non solo teologica ma anche psicologica di tutti i cristiani, ed in particolare di chi ha il ruolo di guida. Non possiamo accettare che si continui, in certi contesti, a contrapporre i piani spirituale e psicologico, con una diffidenza ormai datata e estremamente pericolosa verso un ambito – quello psicologico – che si intreccia con tanto frutto e nella Verita’ con il campo spirituale, ovviamente scegliendo accuratamente gli interlocutori.

Tullia e Marco Cazzin – TO90