Salvare l’uomo, salvare il pianeta

Vi offriamo questa riflessione che abbiamo trovato su una conferenza TED del 2018

(da Wikipedia: TED (Technology Entertainment Design) è un marchio di conferenze statunitensi, gestite dall’organizzazione privata non-profit The Sapling Foundation. E’ nato nel febbraio 1984 come evento singolo e nel 1990 si è trasformato in una conferenza annuale, era inizialmente focalizzato su tecnologia e design, coerentemente con la sua origine nella Silicon Valley, ma in seguito ha esteso il suo raggio di competenza al mondo scientifico, culturale ed accademico)

Sul futuro del pianeta, maghi e profeti

(Charles Mann, giornalista scientifico)

Nel 2050 la terra sarà popolata da 10 mld di esseri umani: come sopravvivere? Bisogna assicurare a tutti i mezzi essenziali di sussistenza e non distruggere l’ambiente.

La biologia e lo studio delle popolazioni animali insegnano che, in alcune imprevedibili circostanze, l’equilibrio naturale tra i nuovi nati ed i morti che porta ad una stabilità nel tempo del numero di esemplari di una certa specie, si altera di colpo e si ha una crescita incontrollata del loro numero, detta “outbreak”. La stessa cosa sta succedendo ora (XX e XXI secolo) alla specie umana! In genere un outbreak finisce male: autodistruzione (come i lemmings), epidemie, cannibalismo interno alla specie ecc.

Ma l’uomo è un animale speciale, non per le sole conoscenze scientifiche che ha saputo mettere insieme, ma per la sua “consapevolezza” dei fenomeni e la possibilità di sviluppare comportamenti correttivi “innaturali” (in senso buono) attraverso i suoi meccanismi di vita collettiva molto ben controllata e finalizzata al bene comune.

Di fronte all’outbreak che si va profilando, gli esperti che hanno studiato il fenomeno si dividono in due scuole di pensiero: i “maghi” (technological wizards) ed i “profeti” (prophets).

I maghi sono fiduciosi che l’homo sapiens, come se l’è sempre cavata di fronte a tutte le rivoluzioni ed i sovvertimenti del passato, saprà sviluppare tecnologie e organizzazioni tali da permettergli di sopravvivere e sviluppare un livello di benessere  ancora migliore dell’attuale. Si lanciano in fantascientifiche rappresentazioni di prodotti agricoli OGM capaci di sfamare tutti quanti, megalopoli ecologiche con aria e acqua filtrate e purificate artificialmente, copertura del fabbisogno idrico desalificando gli oceani, una società unica capace di governare tutti i fenomeni nocivi con leggi ferree universali che non permettono il minimo inquinamento e spreco  ecc.

I profeti invece dicono che ci possiamo salvare solo preservando il mondo e la natura che abbiamo finora avuto su questa terra, cambiare stile di vita optando per una decrescita felice, ridurre le nascite, ritornare a piccole comunità rurali con una produzione agricola di sussistenza puntando alla parcellizzazione della società e non all’accentramento del potere.

Entrambi credono ciecamente nella scienza e nella sapienza del genere umano, ma hanno preconcetti fortissimi e manichei gli uni verso gli altri.  Fanno proclami e manifestazioni di segno contrario su un piano puramente ideologico, ma non si impegnano insieme a correggere concretamente gli errori più evidenti di una malgestione delle risorse comuni e dell’ambiente: per esempio le perdite immense di acqua nei nostri acquedotti oppure il continuo aumento, ancora oggi, dell’uso dei combustibili fossili.

Solo partendo da questi obiettivi concreti sul campo, assolutamente condivisibili da tutte e due le parti, riusciremo a capire che la scelta migliore è quella di muoversi insieme, in modo complementare e univoco, e per questo più efficace, per premere sui governi e salvare il pianeta.

https://www.ted.com/speakers/charles_c_mann

Il nostro commento

Lo sguardo di Cristo è di amore e incoraggiamento sia quando si rivolge agli sforzi dei maghi nello sviluppare sempre nuove possibilità di vivere bene, sicuri, su questo pianeta, come pure al coraggio dei profeti nel denunciare i pericoli di un progresso solo materiale, devastante per la nostra Madre Terra. Soprattutto è lo sguardo di chi, con amore e misericordia, non con condanne e manicheismi, riporta sempre l’essere umano al centro delle nostre attenzioni, sia di maghi che di profeti, salvandoci dalla tentazione di asservire le persone al Molok dello sviluppo a tutti i costi, come pure di asservirle ad ideologie “alternative” che, nel rifiutare tutto su basi assolutamente utopistiche, lascerebbero implodere la nostra società anche dove ci sorregge e ci aiuta.

Lo sguardo di Cristo ci permette di uscire dalla trappola cognitiva nella quale incappiamo ogni volta che ci troviamo nella necessità di affrontare un problema. Continuiamo infatti a guardare la complessità del mondo con il registro duale che caratterizza ogni nostro giudizio, ogni nostra scelta. Forse perché abbiamo due lobi, due occhi, due mani, due piedi, chissà. Ma affacciarsi al mondo in questo modo è come usare la clava per suonare il pianoforte. Siamo ancora dei primitivi e come primitivi ci accontentiamo di esorcizzare il conflitto ritualizzandolo, senza fare lo sforzo di gestirlo nella sua complessità. Dobbiamo uscire dall’approccio duale/binomiale del contrasto (maghi vs profeti appunto), introducendo la strada del “muoversi insieme”, già indicato alla fine dell’articolo, alla luce di una terza Via, quella di un Profeta nel quale noi come Equipe crediamo.  La complessità richiede uno sguardo capace già da subito di pensare ‘insieme’, di ragionare ‘insieme’, di agire ‘insieme’. Se la complessità non la mettiamo all’inizio del nostro ‘muoversi’, la possibilità di risolverla in piena umanizzazione dell’uomo l’abbiamo perduta per sempre. Guardiamo allo sguardo di Cristo e al comandamento ‘nuovo’: nel ‘come’ io ho amato voi – un come che ha lo spessore di tutto l’universo e anche più – c’è l’indicazione per uscire definitivamente dall’età della pietra.