Siam pronti ad accettare anche l’inaccettabile!

Siam pronti ad accettare anche l’inaccettabile - NOA GRC - Pasqua 2018

La lettura, su Avvenire del 16 novembre 2017, dell’articolo “Astensione e repulsione. Il sondaggio: razzismo giustificato”, a firma Francesco Riccardi [1], ha sollevato in noi molte domande e non poche preoccupazioni perché vediamo rispecchiarsi nella vita di tutti i giorni, come hanno ben evidenziato Gabriella ed Achille nell’editoriale, il deterioramento dell’etica e dei valori umani collettivi che questo sondaggio di opinione cerca di definire con dati oggettivi misurabili.

Siamo quindi andati a curiosare direttamente alla fonte di questi dati [2] e li abbiamo trovati molto interessanti e utili per una riflessione come esseri umani, cristiani e cittadini. Purtroppo, non abbiamo trovato nessuna indicazione circa l’entità e la tipologia del campione di persone intervistate: questo è un grande limite sotto il profilo tecnico, ma quel che importa qui è stimolare la riflessione e, quand’anche “materiali e metodi” dello studio presentassero dei limiti significativi, i risultati restano sostanzialmente attendibili e, soprattutto, ci interpellano a fondo. Ve li proponiamo qui in estrema sintesi accompagnati da un paio di nostre riflessioni a margine.

Che la nostra società occidentale (non solo italiana) viva un periodo di pessimismo, preoccupazione per il futuro e disagio profondo emerge già dalle autodefinizioni delle persone intervistate: solo il 32% è positivo (sono i “ruggenti” – 15% “sereni”, 11% “dinamici” e 6% “appagati”) mentre il 40% è costituito da “ripiegati” (22% “preoccupati”, 11% “ansiosi” e 7% “fragili”) e il 28% da “rancorosi” (12% “delusi”, 9% “arrabbiati” e 7% “frustrati”).

È interessante e drammatico vedere come la paura di essere emarginati in uno scenario ingiusto, in cui una minoranza sempre più ristretta ed esclusiva si accaparra gran parte delle risorse e delle ricchezze a disposizione (vedi slide 1 e 2), si associ alla crescente tendenza ad escludere altri e cercare capri espiatori anziché correttivi all’iniqua distribuzione del benessere collettivo (vedi slide 3). Il trucco delle “armi di distrazione di massa” funziona anche oggi come ai tempi del terzo Reich di Hitler con gli Ebrei.

Dal Mein Kampf:

“Il ruolo di sbarramento che svolge l’artiglieria nella preparazione dell’attacco della fanteria in futuro sarà assunto dalla propaganda rivoluzionaria. Si tratta di spezzare psicologicamente il nemico prima che le truppe comincino ad entrare in azione.”

L’altro corto circuito che ci pare avvenire nella “mentalità comune” è quello di intravvedere la soluzione dell’attuale impasse della politica, così come espressa dai regimi democratici occidentali, nell’avvento – magari “a termine” – di una dittatura (vedi slide 4). Non ci si rende conto che, per cominciare, una dittatura non è mai “a termine” perché tende ad automantenersi a tempo indefinito per natura, ma soprattutto che le dittature – di qualsiasi segno – finiscono sempre per mettere nelle mani di pochi, “privilegiati” dal regime, tutte le risorse della collettività.

Ma soprattutto ci preme far notare come questo sondaggio confermi che atteggiamenti mentali, fino a poco tempo fa vergognosamente celati come inammissibili, siano ora candidamente confessati, anzi propagandati come valide soluzioni ai mali della società. Guardate (slide 5) come siano ormai una minoranza le persone che ritengono mai giustificate forme di discriminazione e razzismo; la maggioranza le ammette pacificamente, più o meno governate con applicazioni “selettive”!

Se pensiamo che circa il 47% delle persone sotto i 35 anni si informano solo attraverso i social network che tendono ad offrire ad ogni singolo utente (già di per sé molto incompetente, in genere, nel discernere le fonti su cui si informa) solo le notizie che il motore di ricerca ha riconosciuto essergli gradite, si capisce facilmente come certe convinzioni, assurde alla luce dei fatti, abbiano una diffusione così “virale” e una presa così forte. Un esempio paradigmatico è l’atteggiamento verso la proposta di legge sullo ius soli di cui si invita a leggere l’articolo specifico di questa newsletter.

Ultima informazione offertaci dal sondaggio su cui meditare profondamente: il netto trend negativo della centralità dei valori cattolici (Slide 6). Pur non potendosi trarre conclusioni circa la correlazione causale tra questo fenomeno e l’”assuefazione” a dittature e razzismi, viene però spontaneo domandarsi se la caduta degli ideali universali di uguaglianza, libertà e solidarietà, annunciati nel Vangelo e assimilati anche dai grandi movimenti laici del pensiero moderno (Illuminismo, socialismo ecc.), non abbia contribuito in modo determinante a questo “imbarbarimento” della nostra società post-utopistica, come sostiene, tra gli altri, il grande sociologo della “modernità liquida” Zygmunt Bauman[3].

Chi adesso è disposto ad accettare razzismo e dittature, nella speranza di salvare egoisticamente i suoi interessi, non ha mai pensato che potrebbe anche lui non risultare più “ariano puro” al vaglio dei nuovi padroni?

Franca & Ugo Marchisio (TO 43)

[1] Francesco Ricciardi “Astensione e repulsione. Il sondaggio: razzismo giustificato” su Avvenire del 16 novembre 2017
  https://www.avvenire.it/pagine/astensione-e-repulsione

[2] Sondaggio SWG/Lega Coop Sociali “Nella società del rischio, le paure emergenti”
http://legacoop.coop/quotidiano/wp-content/uploads/sites/26/2017/11/SWG_Nella-societa%CC%80-del-rischio.pdf

[3] Zygmunt Bauman “Modus vivendi: inferno e utopia nel mondo liquido” _ I Robinson di Laterza