Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti

editoriale - NOA GRC - Pasqua 2018

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

B. Brecht

 

Lunedì 18 dicembre 2017, ore 16,00, scuola media XXX, periferia di Milano. Dialogo fra due genitori in attesa dei figli davanti al cancello.
L., stimato professionista e padre, almanacca infastidito:
«… e adesso agli stranieri dobbiamo dare anche la cittadinanza, i politici vogliono rovinarci!
»
A., giovane ricercatrice e mamma, replica:
«… ma secondo te Amina, la compagna di classe dei nostri figli, figlia di genitori egiziani e nata al Niguarda, non dovrebbe avere la cittadinanza italiana?»
L., d’istinto e con noncuranza ribatte:
«… ma che c’entra, lei è già italiana…»

 

Sabato 23 dicembre 2017, primo pomeriggio, Palazzo Madama a Roma. Il Senato della Repubblica affossa definitivamente il disegno di legge sullo Ius Soli, facendo mancare il numero legale alla discussione del provvedimento, messa all’ordine del giorno dalla Presidenza del Senato dopo l’approvazione della manovra finanziaria per il 2018.

Perché?

Forse semplice calcolo elettorale, in un contesto di fine legislatura caratterizzato da un’opinione pubblica in grande maggioranza incapace di accettare un provvedimento del genere.

Domenica 28 gennaio 2018 ore 15,00, stadio San Paolo di Napoli. Si gioca Napoli-Bologna, per la 22ma giornata del campionato di serie A. Al minuto 22’ del primo tempo, con le squadre sull’1-1, l’attaccante del Bologna Rodrigo Palacio riceve palla in area sulla sinistra, si gira e calcia verso la porta; il difensore senegalese del Napoli Kamedy Koulibaly intercetta con la mano, l’arbitro lascia correre e l’azione sfuma. Finirà 3-1 per il Napoli, con polemiche a non finire.

Lunedì 29 gennaio 2018, ore 13,00, Jemby’s Bar di Collegno. Mentre consumo la mia frugale pausa pranzo, un gruppo di facinorosi tifosi juventini commenta i risultati della domenica calcistica. Li conosco di vista, vengo spesso qui; loro sempre, presumo. Uno è particolarmente esagitato, racconta che al mattino presto ha già litigato con un tifoso del Napoli, poi esplode parlando del presunto fallo di mano di Koulibaly:
«…quello sporco negro, bisognava dargli fuoco ieri, era il momento giusto!!…» 
Uno dei compari tenta di smorzare:
«Dai, non si dice sporco negro…»
ma lui replica deciso:
«Certo che si dice, oh sì che si dice, fidati …»
Li guardo di sfuggita, poi penso alla bambina Beyonce, nata in Italia da genitori nigeriani, che abbiamo avuto in affidamento per tre anni e mezzo, a sua madre e alle sue sorelle, la loro storia e la nostra storia che continuano a intrecciarsi. “Ora gli dico qualcosa, magari gli chiedo cosa pensa dei giocatori di colore che hanno fatto grande la Juventus, tipo Thuram, magari questo lo capisce meglio”.
Poi lascio perdere, finisco di mangiare e me ne vado, attraverso quel gomitolo di strade che mi riporterà al lavoro. Perché? Non lo so, forse perché non ne valeva la pena, forse perché non amo le risse verbali né tantomeno fisiche, forse semplicemente perché non ero pronto. Non sono mai pronto, io (se fossi un treno sarei in ritardo).

Piccole e grandi storie quotidiane, dove si intrecciano indifferenza, apatia civile e politica, ignavia, ignoranza. Disvalori da sempre presenti nella storia umana, ce lo ricorda Papa Francesco nel Messaggio per la celebrazione della XLIX Giornata Mondiale della Pace, sottolineando come oggi essi stiano superando l’ambito strettamente individuale per assumere una dimensione globale (la globalizzazione dell’indifferenza).
Negazioni dell’umano compatire che spesso costituiscono l’anticamera di tragedie anche epocali, come ci ricordano i versi citati in esergo, ripresi da un sermone di Martin Niemöller, pastore protestante tedesco, che li pronunciava con esplicito riferimento all’inerzia degli intellettuali tedeschi di fronte all’ascesa del Nazismo.

Rovesciamenti di senso e di valore ben presenti e radicati anche oggi, anche in Italia, fotografati con disarmante chiarezza da un recente sondaggio della SWG (Nella società del rischio le paure emergenti) analizzato in un editoriale del quotidiano Avvenire del 16 novembre 2017. Da questo editoriale siamo partiti per aprire una riflessione all’interno del GRC che desideriamo condividere con voi, proponendo un tema che ci pare ineludibile e sul quale come cristiani ci giochiamo molto, forse tutto.
Ce lo ricorda innumerevoli volte e con forza il Vangelo (la parabola del buon samaritano valga come esempio), forse con ancora più forza e sicuramente con più brutalità il Libro dell’Apocalisse (3, 15-16): “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”.

Eccoci dunque a voi con un contributo che presenta i dati e il senso dell’editoriale di Avvenire e del sondaggio SWG e un approfondimento del messaggio di Papa Francesco; a questi abbiamo affiancato una testimonianza positiva di una persona che in un contesto estremamente delicato ha cercato e cerca di praticare la cura e la compassione per l’altro, e un tentativo di comprendere come cattiva informazione, ignoranza e assuefazione possano aver condizionato l’opinione pubblica portando al naufragio del disegno di legge sullo Ius Soli.

Infine una preghiera di don Tonino Bello che ci è parsa calzante e i consueti suggerimenti per approfondire il tema.
Buona lettura, buona riflessione e soprattutto buona pratica!

Ringraziamenti:
a Fabrizio De André, alla cui “Canzone del maggio francese”, abbiamo rubato il titolo di questa Newsletter
al mio amico Alessandro F., al quale ho rubato l’idea del Jemby’s

Achille Gallo (TO 68)