Suggestioni per l’approfondimento

Nello Speciale TG1 di domenica 29/01/17 (caldamente consigliato, lo potete vedere all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=giNWDEXhWRU&t=906s) viene presentato lo scenario tecnocratico (non intendete il termine in senso ideologico, ma proprio in senso tecnico e tecnologico) prossimo venturo. A partire dall’esempio della città-stato di Singapore vengono descritte iniziative e realtà nelle quali i confini classici tra io-tu-noi, uomo-macchina, spazio-tempo, economia-politica-diritto-lavoro e quant’altro sfumano e si trasformano ciascuno in ciascun altro. Dalla città-stato di Atene ci è giunta la democrazia. Con Singapore, guarda caso, siamo di nuovo alle prese con la forma città-stato e chissà che cosa ne deriverà in quest’epoca in cui tutto è post: la post-democrazia?

Di grandi agglomerati urbani come fulcro del presente sempre più futuro si parla tra l’altro in ‘Connectography’ di Parag Khanna (https://fazieditore.it/catalogo-libri/connectography ), un giovane e brillante stratega geopolitico, che ci spiega come le ‘supply chains’ stiano ridisegnando la geografia del pianeta e come la divisione tra connessi e non connessi stia subentrando ad altre più classiche categorie di inclusione/esclusione tra gli uomini. E’ un bel tomone di enne pagine, ma vale davvero la fatica – si fa per dire – di leggerlo. Per cercare di capire che cosa sta succedendo in noi e fuori di noi non servono le scorciatoie. Queste, di solito, servono solo a costruire nuovi muri e a portare prima o poi nuovi lutti.

Le incognite e le criticità insite nei nell’alta tecnologia e nei social media sono al centro del film The Circle, tratto da un romanzo di D. Eggers e uscito in Italia ad aprile 2017 (Regia di James Ponsoldt, un film con Emma WatsonTom HanksJohn Boyega,  distribuito da Adler Entertainment e GoodFilms), dove viene descritta una società al limite del distopico, perché richiede ai suoi dipendenti una “trasparenza” che è accesso indiscriminato ad ogni dettaglio della loro vita personale. Si esplora così il limite fra la possibilità di intervenire in positivo su ogni aspetto della propria quotidianità grazie alle nuove tecnologie e il rischio di vedersi così privati di ogni privacy. The Circle sfiora temi di grande attualità, come le incognite della democrazia diretta, la persistenza di una stanza dei bottoni al di sopra di ogni ideale di condivisione totale e la possibilità (o la certezza?) che qualcuno utilizzi tutte le informazioni fornite, per lo più su base volontaria, dagli utenti per scopi non esattamente “trasparenti”  (estratto dalla Recensione di Paola Casella su http://www.mymovies.it).